Un modulo di domanda è lo strumento strutturato attraverso il quale un ente finanziatore raccoglie le informazioni necessarie dai richiedenti, idealmente dotato di logica condizionale, funzione di caricamento dei documenti e controlli di ammissibilità integrati.
Un modulo ben strutturato migliora la qualità dei dati, consente di scartare tempestivamente le richieste non ammissibili e rende ogni fase successiva della valutazione più rapida e coerente.
Un modulo di domanda è il documento strutturato che un ente finanziatore utilizza per raccogliere le informazioni necessarie dai richiedenti. Esso definisce le domande da porre a ciascun richiedente e raccoglie le loro risposte in un formato coerente e comparabile.
Una logica condizionale che mostra solo le domande pertinenti, campi per il caricamento dei documenti che mantengono i file di supporto allegati alla domanda corretta e controlli di idoneità integrati che bloccano le richieste non ammissibili prima dell'invio. Tutti questi elementi, insieme, aumentano i tassi di completamento.
I dati inseriti nel modulo sono esattamente quelli su cui i valutatori baseranno il proprio punteggio; pertanto, una domanda vaga o mal strutturata genera risposte che non possono essere confrontate in modo equo. Una buona progettazione del modulo è alla base di una valutazione coerente e di una rendicontazione affidabile.
Sì. Una piattaforma di gestione delle sovvenzioni consente a un ente finanziatore di creare moduli personalizzati con logica condizionale, campi di caricamento e controlli di validità tramite configurazione anziché tramite codice, in modo che i team dei programmi possano creare e modificare i moduli autonomamente.
Tra i termini più recenti che abbiamo aggiunto, quelli relativi ai team che gestiscono le sovvenzioni, le sponsorizzazioni e la responsabilità sociale d'impresa (CSR) sono quelli che ricorrono più spesso.
La fase preliminare all’assegnazione rappresenta la prima fase del ciclo di vita della sovvenzione: pubblicazione del bando, ricezione delle candidature, verifica dei requisiti di ammissibilità, valutazione e selezione dei candidati finalisti — ovvero tutto ciò che avviene prima dell’erogazione dei fondi.
La fase di pre-assegnazione determina il livello di selettività di un ente finanziatore. Il numero di domande non ammissibili che giungono ai revisori umani e il grado di uniformità con cui vengono valutate quelle ammissibili vengono stabiliti in questa fase e non possono essere corretti in quella successiva.
La revisione in cieco è la pratica che consiste nel valutare le candidature senza che ai revisori vengano forniti i dati identificativi — nome del candidato, organizzazione e, spesso, sede — in modo che i punteggi riflettano la qualità della proposta piuttosto che la reputazione del suo autore.
La revisione in cieco riduce un tipo di pregiudizio, ma non è in grado di eliminarli tutti. La qualità della redazione, i nomi dei soci e l’entità del budget spesso rivelano comunque l’identità del richiedente; ecco perché i finanziatori la abbinano a una procedura dichiarata di gestione dei conflitti di interesse, anziché fare affidamento esclusivamente su di essa.
Una griglia di valutazione è il documento che definisce gli aspetti che i valutatori prendono in esame in una candidatura, la scala che utilizzano per ciascun criterio e il peso attribuito a ciascun criterio ai fini del punteggio totale.
La griglia di valutazione è lo strumento; l’attribuzione dei punteggi è l’atto di utilizzarla. Pubblicarla insieme al bando consente ai candidati di rispondere direttamente ai criteri, mentre conservarla in archivio permette all’ente finanziatore di spiegare una decisione anche mesi dopo che è stata presa.
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