Con l'aumentare del numero di domande, i team si chiedono sempre più spesso se l'intelligenza artificiale possa vagliare e valutare le richieste di sovvenzione al posto loro. È possibile, ma il modo in cui viene configurata determina se il programma ne trarrà beneficio o se, al contrario, ne comprometterà silenziosamente l'efficacia.
Il vantaggio è evidente. L’intelligenza artificiale è in grado di verificare ogni domanda rispetto ai criteri di ammissibilità, segnalare ciò che è incompleto o fuori ambito e assegnare un punteggio preliminare in base a una griglia di valutazione, in pochi secondi anziché in ore. Se gestita correttamente, questa procedura alleggerisce i revisori dal lavoro meccanico, consentendo loro di dedicare il proprio tempo alla valutazione.
Il pericolo sta nel considerare quella prima valutazione come la decisione definitiva. Si verificano spesso due tipi di errore:
- Pregiudizio da automazione. Quando sono sotto pressione per il tempo, i revisori tendono ad affidarsi al punteggio assegnato dal sistema invece di formarsi un’opinione indipendente, cosicché un modello imperfetto determina silenziosamente l’esito.
- Rifiuti inspiegabili. Se una domanda viene scartata e nessuno è in grado di indicare quale regola o quale segnale abbia determinato tale esito, il programma non può giustificare la decisione nei confronti di un candidato, di una commissione o di un revisore.
Esiste inoltre una norma di conformità rilevante per qualsiasi ente finanziatore che si occupi di richiedenti dell’UE. Ai sensi del GDPR, le persone hanno il diritto di non essere soggette a una decisione basata esclusivamente sul trattamento automatizzato, qualora tale decisione le riguardi in modo significativo. Un rifiuto completamente automatico, senza alcun intervento umano, è esattamente ciò che tale norma è volta a impedire.
Le squadre che utilizzano bene l'intelligenza artificiale la considerano un assistente, non un giudice:
- L'intelligenza artificiale esegue una valutazione automatica dei requisiti di idoneità e assegna un punteggio preliminare in base alla griglia di valutazione del team, la stessa utilizzata per la valutazione manuale.
- I casi borderline o con un basso livello di affidabilità vengono inoltrati a un operatore umano anziché essere risolti automaticamente.
- Ogni risultato viene registrato: quale regola è stata attivata, cosa ha rilevato il modello, chi lo ha verificato; in questo modo la traccia di audit rimane intatta.
- È sempre una persona a prendere la decisione finale in merito al finanziamento, ogni volta.
Con questa impostazione, l’intelligenza artificiale elimina il carico di lavoro legato all’inserimento dei dati nel processo di revisione, senza intaccare l’aspetto che deve rimanere di competenza umana: la decisione e la capacità di spiegarla.