Il monitoraggio delle ore di lavoro gode di cattiva fama tra chi è chiamato a farlo, e l’obiezione è legittima quando i dati raccolti non vengono utilizzati. L’utilità del monitoraggio si basa interamente su ciò che tali ore consentono di realizzare in seguito.
Le ore sono l’unica unità di misura trasferibile. Le attività non sono comparabili: una pulizia della spiaggia, una sessione di mentoring e una revisione contabile pro bono non hanno nulla in comune se non il tempo che hanno richiesto. Una volta che tutto è espresso in ore, un programma può essere confrontato tra sedi diverse, tra anni diversi e rispetto all’obiettivo che gli era stato assegnato.
Sono proprio le ore a trasformare la partecipazione in un valore. Negli Stati Uniti, secondo le stime di Independent Sector pubblicate nell’aprile 2026, il valore di un’ora di volontariato per il 2025 è pari a 36,14 USD. Applicando una tariffa pubblicata alle ore registrate si ottiene una cifra riconoscibile dal team finanziario. Poiché tale tariffa è specifica per gli Stati Uniti, un programma europeo dovrebbe specificare quale tariffa ha utilizzato e perché, anziché adottarla tacitamente.
Il terzo motivo riguarda la discussione sul budget. Un programma di volontariato che riporta solo i dati sulla partecipazione rischia di essere giudicato esclusivamente in base all’entusiasmo. Un programma che riporta invece le ore prestate, il loro valore e i risultati ottenuti presenta un ritorno concreto, il che porta a una discussione diversa e solitamente più breve.
Anche le ore rendono visibili le lacune. Una sede con un numero elevato di iscrizioni e poche ore registrate non è una sede con volontari motivati; è una sede in cui qualcosa ostacola le persone nel passare dall’intenzione all’azione, solitamente la programmazione o l’approvazione da parte dei responsabili. Ciò si nota solo se i due dati vengono conteggiati separatamente.
Le ore diventano fuorvianti quando vengono considerate come obiettivo. Dieci persone che dedicano due ore allo smistamento delle donazioni e altre dieci che dedicano due ore al volontariato basato sulle competenze compaiono entrambe con la stessa riga nel rapporto, ma generano un valore molto diverso per il partner. Le ore misurano l’impegno profuso, quindi devono essere accompagnate da almeno un indicatore di risultato.
Un secondo avvertimento. Le ore autodichiarate tendono a variare: aumentano per generosità e diminuiscono per dimenticanza. La soluzione non sta nel sospettare, ma nella tempistica: registrare i dati il più vicino possibile al momento dell’attività, in modo che ci vogliano solo pochi secondi, piuttosto che chiedere alle persone di ricostruire un quarto d’ora a memoria.
Una piattaforma di volontariato aziendale registra le ore prestate insieme alle competenze impiegate, al budget stanziato e impegnato e alla differenza tra i due, e sintetizza il tutto in report che mettono in relazione la partecipazione, la fidelizzazione e i risultati aziendali.