Il volontariato basato sulle competenze, o pro bono, consiste nell’impiego da parte dei dipendenti delle proprie competenze professionali (in ambito legale, di marketing, finanziario o informatico) per aiutare le organizzazioni no profit, offrendo in genere un valore aggiunto maggiore rispetto al volontariato generico.
I programmi registrano le ore e, idealmente, i risultati ottenuti, contribuendo alla rendicontazione sia sul coinvolgimento dei dipendenti (ESRS S1) che sull’impatto sulla comunità (ESRS S3).
Il volontariato basato sulle competenze consiste nel fatto che i dipendenti mettono a disposizione di un’organizzazione no profit le proprie competenze professionali – quali consulenza legale, progettazione, marketing o informatica – anziché svolgere mansioni generiche. Si tratta di applicare le competenze acquisite dalle persone per risolvere problemi che un’organizzazione no profit non è in grado di affrontare facilmente da sola.
Il volontariato basato sulle competenze riguarda la natura del contributo: competenze professionali piuttosto che un aiuto generico. Il volontariato di gruppo riguarda invece la forma: persone che svolgono attività di volontariato insieme come gruppo. I due concetti sono indipendenti: un progetto basato sulle competenze può essere realizzato sia individualmente che in gruppo.
Perché in genere offre un valore aggiunto per ora di gran lunga superiore rispetto al volontariato generico. La consulenza pro bono di un avvocato o il lavoro di uno sviluppatore possono valere molte volte di più del lavoro non qualificato per un’organizzazione no profit, rispondendo a esigenze che altrimenti non potrebbe permettersi.
Infatti, abbinare le competenze giuste alle esigenze giuste e valorizzare il contributo offerto è più difficile che limitarsi a contare le ore di assistenza generica. Tenere traccia di chi ha svolto quale attività e del relativo valore professionale è ciò che consente a un’azienda di dimostrare il reale valore del lavoro basato sulle competenze.
Tra i termini più recenti che abbiamo aggiunto, quelli relativi ai team che gestiscono le sovvenzioni, le sponsorizzazioni e la responsabilità sociale d'impresa (CSR) sono quelli che ricorrono più spesso.
L'attività nel consiglio di amministrazione è una forma di volontariato basato sulle competenze, in cui un dipendente entra a far parte del consiglio di amministrazione o di un comitato di un'organizzazione senza scopo di lucro, apportando le proprie competenze in materia di governance, strategia o controllo finanziario.
Si tratta di uno dei contributi di maggior valore che un dipendente possa offrire, e inserirlo in un programma di volontariato garantisce che questo contributo in termini di competenze venga riconosciuto al pari delle attività pratiche.
Il riconoscimento del volontariato è il modo in cui un’azienda valorizza e celebra i dipendenti che dedicano il proprio tempo a questa attività, attraverso ringraziamenti interni, premi e contributi economici legati alle ore di volontariato prestate.
Un riconoscimento costante, supportato da dati precisi sulla partecipazione, alimenta la motivazione e dimostra che il volontariato è realmente apprezzato, anziché essere semplicemente tollerato.
Il tasso di coinvolgimento nel volontariato è la percentuale di dipendenti che partecipano a un programma di volontariato in un determinato periodo; si tratta dell'indicatore principale che misura il grado di diffusione della partecipazione tra la forza lavoro.
Analizzando questi dati insieme alle ore di partecipazione e alla frequenza delle partecipazioni, è possibile capire se un programma è in crescita, dove l’adesione è maggiore e quali team o sedi necessitano di maggiore sostegno.
Prenota una demo di 15 minuti e ti mostreremo l'esatta configurazione utilizzata dal nostro cliente per monitorare oltre 15 programmi regionali.
.png)