Il volontariato di gruppo consiste nella partecipazione congiunta di un gruppo di colleghi a un’attività comune, che coniuga l’impatto sulla comunità con il rafforzamento dello spirito di squadra e il consolidamento dei rapporti interni.
Poiché comporta il coordinamento di persone, date e organizzazioni no profit partner, il volontariato di gruppo trae vantaggio dalla pianificazione degli eventi, dalla gestione delle iscrizioni e dal monitoraggio centralizzato delle presenze e delle ore prestate.
Il volontariato di gruppo consiste nell’impegno congiunto di un gruppo di dipendenti in un’attività comune, come ad esempio il ripristino di un parco da parte di un reparto o l’imballaggio di forniture da parte di un team. La sua caratteristica distintiva è la forma collettiva: le persone si impegnano come gruppo anziché individualmente.
Il volontariato di gruppo riguarda la forma, ovvero il fatto di fare volontariato insieme come gruppo. Il volontariato basato sulle competenze riguarda invece la natura del contributo, ovvero le competenze professionali. Un’attività di gruppo può richiedere competenze specifiche o meno, quindi i due concetti descrivono dimensioni diverse e indipendenti.
Perché offre un doppio vantaggio: un impatto sulla comunità e il rafforzamento dello spirito di squadra all’interno dell’azienda. Fare volontariato insieme rafforza i rapporti e la collaborazione tra colleghi, ed è per questo che le aziende spesso lo utilizzano in modo mirato come strumento di coinvolgimento e di promozione della cultura aziendale.
Coordinare i gruppi, abbinare le dimensioni e la disponibilità di una squadra a progetti adeguati, pianificare gli orari e registrare la partecipazione di molte persone contemporaneamente. Gli aspetti logistici sono più complessi rispetto al volontariato individuale, il che rende fondamentale una gestione organizzata.
Tra i termini più recenti che abbiamo aggiunto, quelli relativi ai team che gestiscono le sovvenzioni, le sponsorizzazioni e la responsabilità sociale d'impresa (CSR) sono quelli che ricorrono più spesso.
L'attività nel consiglio di amministrazione è una forma di volontariato basato sulle competenze, in cui un dipendente entra a far parte del consiglio di amministrazione o di un comitato di un'organizzazione senza scopo di lucro, apportando le proprie competenze in materia di governance, strategia o controllo finanziario.
Si tratta di uno dei contributi di maggior valore che un dipendente possa offrire, e inserirlo in un programma di volontariato garantisce che questo contributo in termini di competenze venga riconosciuto al pari delle attività pratiche.
Il riconoscimento del volontariato è il modo in cui un’azienda valorizza e celebra i dipendenti che dedicano il proprio tempo a questa attività, attraverso ringraziamenti interni, premi e contributi economici legati alle ore di volontariato prestate.
Un riconoscimento costante, supportato da dati precisi sulla partecipazione, alimenta la motivazione e dimostra che il volontariato è realmente apprezzato, anziché essere semplicemente tollerato.
Il tasso di coinvolgimento nel volontariato è la percentuale di dipendenti che partecipano a un programma di volontariato in un determinato periodo; si tratta dell'indicatore principale che misura il grado di diffusione della partecipazione tra la forza lavoro.
Analizzando questi dati insieme alle ore di partecipazione e alla frequenza delle partecipazioni, è possibile capire se un programma è in crescita, dove l’adesione è maggiore e quali team o sedi necessitano di maggiore sostegno.
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