Il permesso retribuito per il volontariato (VTO) è un congedo retribuito che un’azienda concede ai propri dipendenti specificatamente per svolgere attività di volontariato, a dimostrazione del fatto che il contributo alla comunità è parte integrante del lavoro e non un’attività svolta esclusivamente nel tempo libero.
Il monitoraggio delle ore di VTO utilizzate rispetto al diritto acquisito mostra il grado di utilizzo da parte dell’intera forza lavoro e aiuta l’azienda a comprendere la reale entità del tempo che essa contribuisce.
Il permesso per attività di volontariato (VTO) è un permesso retribuito che un’azienda concede ai propri dipendenti specificatamente per svolgere attività di volontariato presso organizzazioni no profit durante quelle che sarebbero altrimenti ore di lavoro. Consente al personale di dedicare tempo a cause benefiche senza rinunciare alla retribuzione.
Il permesso per il volontariato garantisce al dipendente del tempo retribuito da dedicare alle attività di volontariato. Una sovvenzione per il volontariato eroga fondi all’organizzazione no profit in base alle ore di volontariato prestate. La prima avvantaggia il dipendente in termini di tempo; la seconda avvantaggia la causa in termini di fondi. Spesso le aziende combinano entrambe le soluzioni.
Perché elimina il principale ostacolo al volontariato, ovvero il conflitto con il lavoro retribuito. Rendendo il volontariato parte integrante della giornata lavorativa, anziché qualcosa che il personale deve inserire nel proprio tempo libero, il VTO aumenta notevolmente la partecipazione.
Un contingente prestabilito (spesso un numero fisso di ore o giorni all’anno), regole sulle attività ammissibili e un sistema per registrare il tempo impiegato. Il monitoraggio delle ore di volontariato fruite consente all’azienda di gestire questo beneficio e di documentare le attività di volontariato che rende possibili.
Tra i termini più recenti che abbiamo aggiunto, quelli relativi ai team che gestiscono le sovvenzioni, le sponsorizzazioni e la responsabilità sociale d'impresa (CSR) sono quelli che ricorrono più spesso.
L'attività nel consiglio di amministrazione è una forma di volontariato basato sulle competenze, in cui un dipendente entra a far parte del consiglio di amministrazione o di un comitato di un'organizzazione senza scopo di lucro, apportando le proprie competenze in materia di governance, strategia o controllo finanziario.
Si tratta di uno dei contributi di maggior valore che un dipendente possa offrire, e inserirlo in un programma di volontariato garantisce che questo contributo in termini di competenze venga riconosciuto al pari delle attività pratiche.
Il riconoscimento del volontariato è il modo in cui un’azienda valorizza e celebra i dipendenti che dedicano il proprio tempo a questa attività, attraverso ringraziamenti interni, premi e contributi economici legati alle ore di volontariato prestate.
Un riconoscimento costante, supportato da dati precisi sulla partecipazione, alimenta la motivazione e dimostra che il volontariato è realmente apprezzato, anziché essere semplicemente tollerato.
Il tasso di coinvolgimento nel volontariato è la percentuale di dipendenti che partecipano a un programma di volontariato in un determinato periodo; si tratta dell'indicatore principale che misura il grado di diffusione della partecipazione tra la forza lavoro.
Analizzando questi dati insieme alle ore di partecipazione e alla frequenza delle partecipazioni, è possibile capire se un programma è in crescita, dove l’adesione è maggiore e quali team o sedi necessitano di maggiore sostegno.
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