L’ESRS S1 (“Personale proprio”) e l’ESRS S3 (“Comunità interessate”) sono gli standard sociali previsti dagli European Sustainability Reporting Standards.
La Sezione S1 riguarda le questioni relative ai dipendenti, in relazione ai programmi di volontariato e di coinvolgimento. La Sezione S3 riguarda gli impatti sulle comunità, in relazione a sovvenzioni, donazioni e investimenti nella comunità. Insieme, definiscono le tipologie di dati sociali che le aziende devono riportare ai sensi della CSRD, che a sua volta determina quali aspetti i programmi di impatto devono tenere in considerazione.
L’ESRS S1 (“Personale dell’azienda”) e l’ESRS S3 (“Comunità interessate”) sono due degli standard sociali previsti dagli European Sustainability Reporting Standards, le norme tecniche che le aziende utilizzano per redigere i propri rapporti ai sensi della CSRD. L’S1 riguarda i dipendenti dell’azienda; l’S3 riguarda le comunità su cui le sue attività hanno un impatto.
La Sezione S1 tratta le questioni relative al personale dell’azienda, che riguardano i programmi di volontariato e di coinvolgimento dei dipendenti. La Sezione S3 riguarda gli impatti sulle comunità interessate, in relazione a sovvenzioni, donazioni e investimenti nella comunità.
Gli ESRS sono gli standard, ovvero le indicazioni dettagliate su “cosa divulgare”. Il CSRD è la direttiva, ovvero la normativa che impone alle società di redigere i propri bilanci utilizzando tali standard. S1 e S3 sono due standard sociali specifici all’interno del più ampio insieme degli ESRS.
Infatti, il volontariato, le sovvenzioni e gli investimenti nella comunità generano proprio i dati sociali che gli standard S1 e S3 richiedono alle aziende di riportare. I programmi devono rilevare la partecipazione, le ore dedicate e i risultati per la comunità in modo strutturato, al fine di alimentare tali informazioni.
Tra i termini più recenti che abbiamo aggiunto, quelli relativi ai team che gestiscono le sovvenzioni, le sponsorizzazioni e la responsabilità sociale d'impresa (CSR) sono quelli che ricorrono più spesso.
Una sovvenzione a progetto è un finanziamento concesso per un’attività specifica e ben definita, con obiettivi, tempistiche e budget propri, piuttosto che per il funzionamento generale dell’organizzazione che ne beneficia.
È la forma più comune di sovvenzione. L’ente finanziatore approva un progetto ben definito e si aspetta di essere informato sui risultati ottenuti da tale progetto; ecco perché le sovvenzioni a progetto prevedono obblighi di rendicontazione più stringenti rispetto ai finanziamenti senza vincoli.
Per “finanziamenti internazionali” si intende l’erogazione di sovvenzioni a organizzazioni con sede al di fuori del Paese del finanziatore, il che comporta requisiti di verifica, valutarie, linguistiche e di rendicontazione che i finanziamenti nazionali non prevedono.
Il carico di lavoro aggiuntivo si concentra nella fase iniziale. Stabilire che un’organizzazione straniera possa ricevere finanziamenti è più difficile che versarle effettivamente i fondi, e la strada scelta all’inizio determina gli obblighi per gli anni a venire.
Per “residenza dei dati” si intende il Paese o la regione in cui una piattaforma archivia fisicamente i dati che vi vengono inseriti. Si tratta di un impegno contrattuale, non di una preferenza tecnica, e il fornitore dovrebbe essere in grado di indicarlo per iscritto.
Per quanto riguarda i programmi di sovvenzioni, sponsorizzazioni e volontariato, i dati in questione comprendono i dati personali dei richiedenti e dei dipendenti, ed è proprio questo che fa sì che la questione della residenza esuli dall’ambito informatico per rientrare in quello degli appalti.
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