Si verifica un conflitto di interessi quando un revisore o un responsabile delle decisioni ha un legame personale, finanziario o professionale con un candidato che potrebbe compromettere, o sembrare compromettere, l'imparzialità della decisione.
Individuare e gestire i conflitti, escludendo i revisori coinvolti e documentando le misure adottate, è fondamentale per garantire un processo di finanziamento trasparente e affidabile.
Si verifica un conflitto di interessi quando un revisore o un responsabile delle decisioni ha un legame personale, finanziario o professionale con un richiedente tale da compromettere, o da sembrare compromettere, l’imparzialità della decisione. Si tratta di una questione di parzialità da parte dell’ente finanziatore, non di idoneità del richiedente.
Il conflitto di interessi riguarda la parzialità dei revisori e dei responsabili delle decisioni dell’ente finanziatore. La due diligence riguarda il richiedente e serve a verificare la legittimità di un potenziale beneficiario. Nel primo caso si valuta l’imparzialità interna; nel secondo si esamina il richiedente.
Chiedendo ai revisori di dichiarare eventuali conflitti di interesse prima di prendere visione dell'elenco dei candidati e, successivamente, per ogni singola candidatura. Qualora sussista un conflitto di interesse, il revisore viene escluso dall'esame di quella candidatura e l'esclusione viene registrata con l'indicazione della data e del motivo.
Poiché i revisori provengono spesso dallo stesso settore dei candidati, le sovrapposizioni sono piuttosto comuni che rare. Anche la semplice apparenza di un conflitto di interessi può minare la fiducia in una decisione, pertanto gestirlo in modo trasparente tutela la credibilità dell’intero programma.
Tra i termini più recenti che abbiamo aggiunto, quelli relativi ai team che gestiscono le sovvenzioni, le sponsorizzazioni e la responsabilità sociale d'impresa (CSR) sono quelli che ricorrono più spesso.
Una sovvenzione a progetto è un finanziamento concesso per un’attività specifica e ben definita, con obiettivi, tempistiche e budget propri, piuttosto che per il funzionamento generale dell’organizzazione che ne beneficia.
È la forma più comune di sovvenzione. L’ente finanziatore approva un progetto ben definito e si aspetta di essere informato sui risultati ottenuti da tale progetto; ecco perché le sovvenzioni a progetto prevedono obblighi di rendicontazione più stringenti rispetto ai finanziamenti senza vincoli.
Per “finanziamenti internazionali” si intende l’erogazione di sovvenzioni a organizzazioni con sede al di fuori del Paese del finanziatore, il che comporta requisiti di verifica, valutarie, linguistiche e di rendicontazione che i finanziamenti nazionali non prevedono.
Il carico di lavoro aggiuntivo si concentra nella fase iniziale. Stabilire che un’organizzazione straniera possa ricevere finanziamenti è più difficile che versarle effettivamente i fondi, e la strada scelta all’inizio determina gli obblighi per gli anni a venire.
Per “residenza dei dati” si intende il Paese o la regione in cui una piattaforma archivia fisicamente i dati che vi vengono inseriti. Si tratta di un impegno contrattuale, non di una preferenza tecnica, e il fornitore dovrebbe essere in grado di indicarlo per iscritto.
Per quanto riguarda i programmi di sovvenzioni, sponsorizzazioni e volontariato, i dati in questione comprendono i dati personali dei richiedenti e dei dipendenti, ed è proprio questo che fa sì che la questione della residenza esuli dall’ambito informatico per rientrare in quello degli appalti.
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